Castrignano del Capo, Leuca, Salignano e Giuliano, un territorio ricco di storia, cultura e leggende che si perdono nella notte dei tempi. Il fascino del passato nelle mille testimonianze storiche: chiese, castelli, torri, grotte, antichi borghi.
La presenza dell'uomo in quest'ultimo lembo della penisola italica, che s'incunea tra il mare Jonio e l'Adriatico risale all'età del bronzo. Di quel periodo sono, infatti, i reperti archeologici rinvenuti nei diversi scavi, iniziati da Ulderico Botti nel 1871 e conclusisi dall'Università di Lecce quasi un secolo dopo.
Un viaggio a Leuca è come ritornare indietro e precisamente ai tempi di San Pietro, il quale in viaggio per Roma, sembra aver fatto tappa proprio qui.
Fu allora che il tempio, dedicato alla dea Minerva, sul promontorio japigeo, diventò luogo di culto cristiano.
Il Santuario è stato eletto a Basilica minore nel 1990; da allora la devozione verso la Madonna de Finibus Terrae è andata sempre più incrementandosi, tanto che oggi è meta di numerosissimi pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.
Nel piazzale, fa bella mostra di sé, una colonna mariana che risale al 1694, eretta ad opera di Filiberto Aierbo d'Aragona, duca di Alessano, sulla cui sommità è stata posta una statua della Madonna.
Inoltre, vanno segnalate: la "croce monumentale" che ricorda il pellegrinaggio del 21 ottobre 1901 in occasione dell'Anno Santo, promosso da mons. Luigi Pugliese; la "cascata monumentale" che si estende tra il verde della pineta e rappresenta la struttura terminale dell'acquedotto pugliese; infine, la presenza del faro, tra i più importanti d'Italia, alto 102 metri e costruito nel 1864.
Numerose sono le grotte che costeggiano tutto il litorale, ricche di iscrizioni greche e latine come la grotta "Porcinara", o di reperti neolitici (ossa lavorate, ceramiche grossolane) come la grotta del "Diavolo". Entrambe sono visitabili via terra.
Per mare, invece, si accede alla grotta del "Morigio" situata ai piedi della cascata monumentale; alla grotta "Cazzafri", formata da 2 cavità profonde trenta metri; alla grotta del "Fiume", profonda trenta metri; "alla grotta Delle Tre Porte", che è tra le più conosciute e visitate, con tre ingressi che si uniscono in un'unica cavità.
Dopo un'escursione in mare, è d'obbligo una passeggiata sul lungomare dove si possono ammirare in tutto il loro splendore le ville di Leuca, piccoli capolavori della creatività dell'uomo. Costruite verso la fine dell'800, sono tutte uniche per la particolarità e lo stile: Villa Daniele, Villa Episcopo, La Meridiana, Mellacqua, queste sono solo alcune.
Leuca è frazione di Castrignano del Capo, la cui estensione va dalla serra di Vereto alla costa adriatica. Il nome di Castrignano deriva, pare, dal latino "Castrum" fortezza, poi modificato in Castrignano, con l'aggiunta "del Capo" per distinguerlo dall'altro Castrignano dei Greci.
Si può visitare il Borgo antico, centro storico del paese, caratteristico per le sue viuzze; la Chiesa Matrice, dedicata a San Michele Arcangelo, ricostruita dopo il terremoto del 28 febbraio 1743, al cui interno si conserva una importante statua lignea di San Michele Arcangelo, dello scultore napoletano Nicola Fumo.
Solo un piccolo viale alberato separa Castrignano dalla frazione di Salignano.
In questo centro si può ammirare la Torre di difesa costruita nel 1550 come riporta un'iscrizione sull'architrave della porta d'ingresso. La Torre, alta quindici metri e larga venti, è dotata di dieci piombatoi e cinque cannoniere ed è a forma circolare.
Ultima frazione di Castrignano è Giuliano, un vero "gioiello" di storia, ricco di antiche testimonianze. Un bellissimo portale ci introduce nel centro storico, dove si può ammirare il Castello cinquecentesco, con il fossato e quattro bastioni, il menhir con "cappello" e la chiesa intitolata a San Giovanni Crisostomo.
Passeggiando per l'antico borgo, sono numerose le iscrizioni e le epigrafi che si possono notare sui muri delle vie.
Alla periferia del paese si trova la Chiesa di San Pietro, monumento nazionale di terza categoria.
La chiesa, che ha una lunghezza di 10 metri è stata costruita, come anche la Centopietre e la Chiesa di San Giovanni a Patù, altro piccolo comune dell'hinterland, con massi isodomi provenienti dall’antica città messapica di Vereto.
Dalle varie testimonianze storiche le origini risalirebbero al X secolo e sarebbe stata officiata dai monaci Basiliani o Benedettini.
La Chiesa si volle edificata per ricordare il passaggio di San Pietro dall’estremo lembo d’Italia.
Impossibile non perdersi nell'orizzonte dei due mari che si incrociano all'estrema punta d'Italia e diventano
Mediterraneo su quel promontorio che è custode geloso della cultura del Salento.
con le sue splendide ville ottocentesche, è uno dei luoghi più eleganti e suggestivi di Puglia
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